l’invisibile che amo

l’invisibile che amo

quello che rimane è l’invisibile

Un amico un giorno mi disse: “un rapporto è una performance da acrobati circensi“.


Questa frase ancora oggi mi ritorna in mente quando immagino il rapporto di coppia. Nessuno qui vuole svelare verità assolute, tanto meno risolvere i problemi o le vicissitudini della vita di coppia o sviscerare le questioni amorose di ognuno, perché ogni amore è a sé, come ogni persona è diversa dalle altre. Amarsi però è un percorso quotidiano fatto di mille cose; inutile credere a coloro che dicono fatto di cose semplici perché, anche qui dipende dai casi, ciò che è semplice per uno non lo è di certo per l’altro.
Però una cosa credo sia vera per tutti: quello che rimane è quello che non si vede, nessuno rimane uguale negli anni, si cambia, si cresce insieme, ci si evolve ci si migliora o peggiora. Di certo non si rimane uguali, il corpo cambia, i modi di dire diventano quasi uguali, e quello che è superfluo, in superficie, svanisce diluito dal conoscersi giorno per giorno.
Cosa rimane quindi?

Penso che il rapporto in una coppia sia un essere al centro tra i cuori e come tale ha il suo momento di crescita e di evoluzione.
Come fosse un bambino.

Neonato/Neoamato:

Tutti i bimbi sono belli e inevitabilmente il loro aspetto fragile, indifeso, magico, richiede attenzione cura dedizione.
La notte non si dorme per vedere se respira, si sta sempre attenti al minimo cambiamento o comportamento e i genitori, in questo caso gli amanti, si concentrano sul Neoamato, perdendo di vista (qualche volta) il proprio essere, la propria essenza, perché assorbiti da quest’amore totale.
In questa fase il rapporto di coppia, proprio come un bambino, assimila e costruisce le sue basi e incorpora le sue informazioni dal mondo esterno. Si perde di vista il proprio essere, quello che eravamo, uniformandoci all’altro.

Consiglio

Provate a leggere Freud nei tre saggi sulla teoria sessuale sostituendo l’analisi infantile con il rapporto di coppia. Io l’ho trovato illuminante e molto interessante.

Infanzia:

Il Neoamato comincia a camminare e mettere a frutto le esperienze accumulate sino a quel momento. Si cade, ci si fa male, le ginocchia sbucciate, si gioca spensierati senza pensare al domani.
In questa fase gli Amanti collaudano la propria vita insieme, gli appuntamenti, le uscite, gli amici che rimangono e altri che vanno via.

Adolescenza:

La fase più difficile della nostra vita, un turbine di ormoni e cambiamenti che cercano di identificarsi in qualcosa che ancora deve venire e trasformarci in essere adulti, la presa delle responsabilità, gli errori madornali dettati dall’incoscienza, la protesta verso tutto e tutti, il senso di onnipotenza.

Nel rapporto di coppia è quello che precede il salto, la convivenza o il matrimonio, e non tutti riescono a sopravvivere.

Superata questa fase, si ricomincia, ma con la maturità di ciò che si è vissuto insieme.

Qui le cose cambiano ancora, si cerca il proprio spazio, la fase adolescenziale si riaffaccia e si annaspa nel tentativo di ritrovare quello che non è più.

E se ci concentrassimo su quello che è invisibile?

Noi siamo i genitori del nostro rapporto. Come per tutti i genitori ciò che rimane è l’imprinting nella fase di crescita, i loro insegnamenti, la dedizione, le risate, le coccole, capire il Neoamato quando non parlava.

Innamoriamoci di ciò che non vediamo, dei silenzi, di ciò che non è detto.

Guardiamo l’essenza dell’altro, non quello che era prima, che non è più.

Il nostro amore è il frutto del nostro amore, né più né meno. Quindi provate a dire:

Io amo di te, ciò che non si vede…


Anche perché solo noi possiamo vederlo, ed è un privilegio solo vostro che nessuno potrà mai togliervi.

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