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Siamo tutti più poveri

Quest’anno i venti soffiano forte

Non c’è che dire questo 2020 ha soffiato davvero forte, il Covid ha cambiato radicalmente il mondo. Ci siamo isolati, abbiamo impastato pane, fatto dirette come inviati speciali dentro le nostre mura, cantato sui balconi l’inno di un paese che abbiamo criticato in ogni modo e in ogni post.

Adesso giriamo con mascherine in attesa di entrare al supermercato.

Personalmente l’uso della mascherina riesco a tollerarlo perchè percepisco questo cambiamento che difficilmente farà un passo indietro, migliorerà, o forse no non ne ho idea, però è come quando arrivò l’AIDS, i condoms, fecero parte della nostra vita sessuale, al tempo ero ragazzo e mio padre (per fortuna) mi riforniva sempre.

Allo stesso modo la cintura di sicurezza, vi ricordate? I napoletani (Geniali) misero in commercio la maglietta con la stampa della cintura, ma anche quella alla fine è diventata un abitudine, adesso è normalità, forse fra qualche anno, i miei figli saranno con la mascherina in metropolitana, o al supermercato e si laveranno le mani con il metodo Barbara D’urso, chissà.

Siamo riusciti ad imparare qualcosa?

Cosa è rimasta dell’esperienza dell’isolamento, a parte le difficoltà economiche, e le dirette su facebbok o instagram? Dove sono andati a finire i “dopo compreremo solo Italiano”. Dove sono quelli “appena esco abbraccio tutti”, quelli “che ce la faremo“.

Adesso vedo una serie di ragazzini in fibrillazione per imitare passi di danza come automi davanti al telefonino che gli da lo start come fossero macchine. Fanno passi di danza inutile creandosi l’illusione di un talento che non esiste, perché è fondato su nulla senza nessuna preparazione, con la totale assenza di creatività.

Le storie dipinte

Con le storie dipinte ogni giorno ci scontriamo con i dati di visualizzazione, con i like, con le condivisioni e i dati parlano molto chiaro, i contenuti sono visualizzati per 3 secondi circa.
Facebook li categorizza come visualizzazioni, ma per 3 secondi, per quanto i ragazzi siano svegli, perché lo sono davvero; in che modo osservano, in che modi assimilano, in che modo maturano un opinione?
Forse sarò vecchio e di certo non sto a demonizzare i social, perchè sono semplicemente strumenti, come può essere uno strumento un coltello, serve per affettare il pane, o per tagliare e farti molto male, dipende da come lo utilizzi.

Le storie dipinte crea emozioni

How to Share With Just Friends

How to share with just friends.

Posted by Facebook on Friday, December 5, 2014

Noi usiamo il disegno che si trasforma, cerchiamo di diffondere il valore di una dedica, non copiamo ne imitiamo, creiamo ascoltando i sentimenti comuni basandoci sul sentire le emozioni, che stanno li, nell’aria, negli occhi e nel cuore di tutti.

30 secondi di capienza

Se abituiamo il cervello a utilizzare solo 30 secondi per esprimerci otterremo una forma di espressione limitata, non perché bisogna essere prolissi, perché in breve tempo puoi emozionare e comunicare tante cose, ma la maturazione arriva da una selezione, il setaccio deve far passare tanto fango e acqua per lasciale fra le maglie l’oro.
Se ci diamo solo trenta secondi per comprendere, il nostro cervello si comprimerà in piccoli misurini da 30 secondi. Acquisteremo competenza sulla sintesi ma basata su quello che non ascoltiamo più o su quello che il logaritmo della privacy ci fa vedere.

siamo tutti poveri

Siamo tutti più poveri, e non solo per il covid19, siamo più poveri di memoria, come chi voleva uscire ad abbracciare tutti e si ritrova ad aver paura di stare in ascensore con un estraneo, siamo più poveri come chi cantava dal balcone, come fosse dietro le sbarre e poi una volta libero si ripiega su se stesso fagocitato da uno schermino da 8 pollici.

Siamo più poveri perché non c’è tempo per fermarsi a pensare, lo start di tik tok, il minuto di instagram e il pollice che scorre su Facebook ci chiama ogni istante enon alziamo gli occhi al cielo per vedere le nuvole che forma hanno.

Siamo usciti dal lock-down, ma siamo in quarantena sui social, ognuno nei propri post e questo mi dispiace.

contatti : info@lestoriedipinte.com

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